Estate nell'Irpinia d'Oriente!

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Estate nell'Irpinia d'Oriente!

Messaggio  enzlu il Lun Lug 28, 2008 10:32 pm

La Comunità Provvisoria organizza in agosto 4 giornate comunitarie dedicate agli elementi primari.

… ci sono sulla scena cose estramamente mediocri. Forse è il caso di dare più risalto alle cose che fa la Comunità Provvisoria. Mi permetto pertanto di occupare un pò del Vostro spazio.

Si andrà in giro a conoscere l’Irpinia e a rinsaldare il legame con la nostra terra.

Gli eventi sono organizzati dalla C.P. e sono gratuiti ; ognuno può invitare i propri cari e unirsi al gruppo.
Il prossimo appuntamento è per venerdì 8 agosto (antica Senerchia / Oasi WWF / Terme Contursi / Presentazione del libro di Adelelmo Ruggieri e Massimo Gezzi)

Il programma completo è in http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/appuntamenti/

Allo stesso link potete scaricare il programma del MASTER sul Paesaggio ORGANIZZATO a Maratea da Biagio Cillo (è il prof. col quale parlavo nei filmati di you_tube).

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metto di seguito un brano del libro di Franco Arminio "Vento forte tra Lacedonia e Candela" - Ed. Laterza

(per essere informati sulle date di presentazione del libro potete contattare Franco Arminio ( 0827 89259 - 388 7622101 ) o seguire gli @appuntamenti della Comunità Provvisoria http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/appuntamenti/)

"...come sapete questo è un mio punto di fissazione: vorrei un'irpinia che segnala la bellezza e non si compiace solamente di cogliere la brutezza (F. Arminio)"

Franco Arminio
Vento forte tra Lacedonia e Candela
Esercizi di paesologia

I paesi della bandiera bianca

Va di moda assegnare le bandiere ai luoghi. C'è chi assegna la bandiera blu alle migliori località di mare e chi quella arancione ai paesi più belli. La scuola di paesologia potrebbe assegnare la bandiera bianca ai paesi più sperduti e affranti, i paesi della resa, quelli sulla soglia dell'estinzione. Ce ne sono tanti e sono i meno visitati. Non hanno il museo della civiltà contadina, non hanno il negozio che vende i prodotti tipici, non hanno la brochure che illustra le bellezze del posto, non hanno il medico tutti i giorni e la farmacia è aperta solo per qualche ora. Sono i paesi in cui si sente l'assenza di chi se n'è andato e quella di chi non è mai venuto. Non hanno neppure stranezze particolari: gli abitanti non sono tutti parenti tra di loro, non fanno processioni coi serpenti, non fanno la festa degli ammogliati, non hanno dato i natali a una famosa cantante o a un politico o a un calciatore. Non hanno neppure particolari arretratezze, hanno l'acqua calda in tutte le case, hanno le macchine e il televisore, tutti hanno di che mangiare e un tetto dove dormire.

In questi paesi della bandiera bianca ci sono i lampioni, ci sono i marciapiedi, c'è sicuramente almeno un bar e un piccolo negozio di alimentari, c'è un sindaco e una piazza, c'è qualche bambino, ci sono molti anziani, ci sono case nuove e case un po' più vecchie.

I paesi della bandiera bianca sono quelli che vengono visitati solo quando succede qualche disgrazia: il terremoto da questo punto di vista è la disgrazia ideale. Per il resto dell'anno, questi paesi che non hanno il mare e non hanno la montagna, che non hanno le fabbriche e le discoteche, che non hanno santi né delinquenti, stanno al loro posto, concavi o convessi, allungati, acciambellati, frammentati, appesi al paesaggio.

La bandiera bianca sta a significare che sono luoghi arresi, senza additivi, senza mistificazioni, neppure quelle del silenzio e della pace. Nei paesi da bandiera bianca non è che si trova il pane più buono che altrove o l'artigiano che sa fare il cesto come si faceva una volta o il calzolaio che ti fa le scarpe. Si trova il mondo com'è adesso, sfinito e senza senso, con l'unica differenza che questa condizione si mostra senza essere mascherata da altro.

La bandiera bianca non è la bandiera della desolazione contrapposta a quella del divertimento. Non è quella della bruttezza contrapposta a quella della bellezza. Non è quella dell'abbandono contrapposta a quella dell'«indaffaramento». La bandiera bianca ci dice attraverso un luogo qualunque che l'ebbrezza di stare al mondo è svanita e che lavoriamo ogni giorno per portare in noi l'arca di Noè e ci ritroviamo con un pugno di mosche.
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enzlu

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